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Fondation Cartier pour l’art contemporain
Boulevard Raspail
Parigi
Patti Smith
Land 250
dal 28 marzo al 22 giugno 2008



Patti Smith
The Poet John Keats Bed
London 2006
Robert MillerGallery



Patti Smith
Winged Horse - The Palace Of Music
Barcelona, Spain 2004
Robert Miller Gallery



Patti Smith Percy
B. Shelly Grave
Rome 2005
Robert Miller Gallery



Patti Smith
Virginia Woolf’s Bed1
Monk’s House 200



Autoportrait
New York Polaroid Fondation Cartier pour l'art contemporain, Paris, 28 mars Ð 22 juin 2008 © Patti Smith © Fondation Cartier pour l'art contemporain


Chaussure de travail
Polariod Fondation Cartier pour l’art contemporain, Paris, 28 mars Ð 22 juin 2008 © Patti Smith © Fondation Cartier pour l’art contemporain

La Fondation Cartier presenta Land 250, duecentocinquanta polaroid di Patti Smith, oltre a 25 disegni ed estratti da film, il tutto raccolto in una mostra, curata dalla stessa cantante. Le opere esposte sono state selezionate tra quelle realizzate tra il 1967 e il 2007 e ci permettono di scoprire l’universo lirico, spirituale e poetico dell’artista.
La voce vibrante di Patti Smith domina l’insieme delle installazioni create appositamente per la mostra e illustra una selezione di fotografie, filmati e disegni.
Inevitabilmente il nome di Patti Smith viene associato alla sua figura di eroina della scena punk-rock newyorkese, tuttavia la cantante, dal 1960, ha esplorato anche le arti visive e la poesia. Si avvicina alla fotografia nel 1967, realizzando fotografie per dei collages; in seguito, dal 1995 si dedica alla fotografia usando un vecchio apparecchio Polaroid Land 250: “ L’immediatezza del processo fotografico mi ha sempre dato un sentimento di libertà d’azione, a differenza del lungo processo per eseguire un disegno, della musica o una poesia!.”
Con la sua Polaroid Patti Smith fotografa i soggetti che ai suoi occhi sono colmi di significato: le pantofole di Mappelthorpe, il letto della scrittrice Virginia Wolfe, la macchina da scrivere di Herman Hesse, le coperte di Arthur Rimbaud…
Mentre altre polaroid costituiscono un dettagliato racconto visivo dei suoi numerosi viaggi. L’interesse di Patti Smith per le “interazioni” artistiche si percepisce nei video realizzati da Robert Frank, Robert Mappelthorpe e Jam Cohen e anche nella performance sonora di The Coral Sea con Kevin Shiels. Inoltre, la Fondation Cartier ha commissionato all’artista un cortometraggio realizzato ad hoc per questa retrospettiva.
La mostra raccoglie anche una selezione di suoi disegni, la maggior parte dei quali sono stati ceduti in prestito da prestigiose istituzioni culturali quali il MoMa e Il Centre Pompidou.
Accanto alle sue fotografie, ai disegni, i video, sono esposti anche oggetti personali cari all’artista, tra i quali manoscritti originali, una fotografia scattata da Constantin Brancusi, una pietra raccolta sulle sponde del fiume dove Virginia Wolfe decise di porre fine alla sua esistenza…
Patti Smith ha dichiarato di aver sempre tratto ispirazione da alcune delle figure più illustri della cultura francese, come Arthur Rimbaud, Nicole Stéphane, Jean Genet, Antonin Artaud e René Daumal. Parigi ritorna in molte delle sue opere, come nei disegni realizzati a Montparnasse, quartiere dove ha vissuto durante il suo primo soggiorno parigino del 1969, o ancora nelle recenti fotografie scattate proprio nei dintorni della Fondation Cariter.
Patti Smith è coinvolta in prima persona nella realizzazione della mostra: infatti cura lei stessa la programmazione delle Soirées Nomades, durante le quali canterà sola o accompagnata dal suo gruppo, e si presterà alla lettura di poesie. Inoltre, per tutto il periodo delle mostra, La libreria della Fondation Cariter diventerà la biblioteca personale dell’artista: i suoi libri, i suoi dischi, i suoi film… tutto ciò permetterà ai visitatori di entrare in contatto con il vasto universo artistico di Patti Smith.
Nata a Chicago, Pattii Smith è cresciuta nel New Jersey. Adolescente non-conformista, appassionata di Rimbaud, nel 1967 parte per New York dove incontra il fotografo Robert Mappelthorpe; nel 1960 la coppia si trasferisce al Chelsea Hotel, dando vita a un circolo di amicizie con artisti, scrittori, musicisti tra i quali Sam Shepard, Brice Marden, Allen Ginsberg, William Burroughs…
Indecisa fra la poesia e la scena musicale, la cantautrice crea presto una combinazione espressiva che si muove tra l’improvvisazione, la politica e il Rock ’n roll. Il suo primo singolo Hey Joe/Piss Factory esce nel 1974. Successivamente collabora con il gruppo Television alla creazione del movimento proto-punk, sulla scia delle leggendarie CBGB. Nel 1975, esce il suo primo album Horses, celebre per la cover-libretto con un emblematico ritratto della cantante, immortalata da Robert Mappelthorpe. Il disco ottiene un successo mondiale e riceve nel 1957 il Grand Prix del disco Charles Cros. Vittima di un grave malattia nel 1977, Patti Smith affronta una lunga convalescenza durante la quale si dedica alla scrittura poetica e pubblica la raccolta Babel. L’anno successivo i suoi disegni sono esposti per la prima volta alla Robert Miller Gallery. In contemporanea esce il suo secondo album Easter, contenente la celebre canzone Because the night scritta a quattro mani con Bruce Springsten.
Nel 1979 lascia New York per trasferirsi a Detroit, nel Michigan e sposa il musicista Fred Sonic Smith del gruppo MC5. Hanno due bambini e incidono l’album Dream of Life con la nota People Have the Power. Nel 1995, dopo la tragica morte del marito, Patti Smith ritorna a New York con i suoi figli e riprende la vita pubblica. Nel 2005 riceve in Francia Les Insignes de Commandeur dans l’Ordre des Arts et des Lettres. Nel 2007 viene incoronata alla Rock’n Roll Hall of Fame di Cleveland, forse il più prestigioso riconoscimento per i musicisti del nostro tempo.



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