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Museo dell’Ara Pacis di Roma
Lungotevere in Augusta
L’altra Istanbul
omaggio ad Ara Güler
e impressioni sulla città di
Ercan Arslan, Coskun Asar,
Kutup Dalgakiran e Erdal Yazici
16 novembre - 16 dicembre 2007



© Ara Güler, Golden Horn, Istanbul 1955



© Ara Güler, Gabbiani e barche sul Golden Horn / Seagulls and Boats on the Golden Horn, Galata, Istanbul 1956



© Ara Güler, stoffe “yazma” appese ad asciugare sulla spiaggia a Kumkapi / “Yazma” Fabrics hung up to dry on the Shore at Kumkapi, 1956



© Ercan Arslan, Trans-European North South Motorway, Auto / TEM Motorway, Car, 2005 Bagcilar



© Kutup Dalgakiran, Alev Street, a casa di Yildiray / Alev Street, at Yildiray’s, 2005



© Kutup Dalgakiran, La sposa viene trasportata dal terzo piano al cortile da una semplice funivia / Bride il lowered from the third Floor to the Cour by a simple Cable Car, Alev Street, 2005



© Kutup Dalgakiran, Discoteche illegali a Sulukule / Illegal Dancing in Sulukule, 2004



© Erdal Yazici, Un vecchio con il suo coniglio che predice la fortuna / Old Man having his Bunny telling Fortunes, Eminönü

Ara Güler e altri 4 importanti autori turchi per descrivere Istanbul contemporanea tra tradizione e modernità e in 3 sale romane la rassegna cinematografica dedicata al cinema turco

La mostra “L’altra Istanbul” è ideata e organizzata da Intesa & C.P. S.r.l. in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea, con l'Ufficio per l'Italia del Parlamento europeo, con l’Ambasciata della Repubblica di Turchia in Italia e in collaborazione con il MedFilm Festival, con l’Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di Turchia, con l’Unione di Amicizia Italia-Turchia e con la società Fotografevi di Istanbul.
La mostra intende promuovere, attraverso la fotografia, l’immagine attuale e contemporanea della città turca, pur mantenendo intatta la forza della sua tradizione, e sottolineare il suo importante ruolo nella cultura mediterranea.
Per la prima volta in Italia saranno esposte 30 fotografie di Ara Güler, il più grande fotografo turco vivente, che blocca nelle sue immagini in bianco e nero una Istanbul sofferente, da “cronista”, come lui stesso ama definirsi. Nato nel 1928, inizia infatti la sua carriera come giornalista nel 1950 e solo sei anni più tardi incontra due straordinari fotografi della Magnum come Marc Riboud e Henri Cartier-Bresson. A seguito di questo incontro, comincia a lavorare come fotografo per le più importanti riviste internazionali come Paris Match e Life, puntando l’obiettivo della sua Leica in particolar modo sui volti della gente. Spingendo la fotografia ad essere una scansione che cattura un momento da consegnare alle future generazioni, Ara Güler dichiara il suo amore per la Turchia: “Poiché non hanno mai conosciuto la città del passato e non possono immaginarla, le nuove generazioni pensano che questa di oggi sia Istanbul e che sia sempre stata così. Quando guardano una vecchia fotografia rimangono attoniti”. Le immagini di Ara Güler ci mostrano una Istanbul a cavallo tra gli anni 50 e 60, ancora legata alle sue tradizioni ma già in veloce sviluppo. Una città bella e malinconica come nei libri di Orhan Pamuk.
Accanto ad esse, in un percorso artistico e generazionale, l’esposizione presenta le immagini di Ercan Arslan, Coskun Asar, Kutup Dalgakiran e Erdal Yazici, quattro autori che per età e per stile possiamo accomunare al maestro, in cui ritroviamo l’ Istanbul moderna, esplosione di vita e di progetti. Una città che pur conservando le sue forti tradizioni guarda alla contemporaneità, completando quindi il tracciato fotografico di questo straordinario Paese. Le minoranze etniche che esprimono, nei loro vivaci costumi, stralci gioiosi di vita quotidiana, si mescolano al malessere di una gioventù che ancora non ha trovato una sua giusta collocazione, gli antichi mestieri e la tradizione che non devono essere dimenticati, fanno da contraltare alla luce e i colori di una città che pulsa e che corre verso il futuro.
Contemporaneamente alla mostra fotografica, il progetto prevede un’articolata rassegna dedicata al cinema turco (8 - 18 novembre) e curata dal MedFilm Festival nell’ambito della XIII edizione della manifestazione. Il Medfilm, da sempre impegnato a sostenere la diffusione della cinematografia turca, propone la proiezione di lungometraggi, cortometraggi e documentari, per un totale di 14 opere, presso il Cinema Europa, il Cinema Savoy e la Sala Trevi per raccontare la Turchia di oggi attraverso il cinema. Per la sezione dei lungometraggi saranno proiettati il bellissimo “Bliss” di Abdullah Oguz, che attraverso le immagini mozzafiato di una natura potente racconta l’incontro tra le due anime del Paese: le tradizioni rurali e l’assoluta modernità; “Waiting for Heaven” di Dervis Zaim, film in costume che narra le avventure di un famoso miniaturista nella Turchia del XVII secolo; “Anlat Istanbul - Istanbul Tales” di Umit Unal, vincitore dell’edizione 2005 del MedFilm, film ad episodi ambientato tra strade e passioni, della Istanbul dei giorni nostri e il bellissimo documentario “Crossing the Bridge - The sound of Istanbul” di Fatih Akin, tra i registi più applauditi dell’ultima edizione del festival di Cannes.
Terra di conquista e di passaggio, di svariate culture e di antiche tradizioni, di forti contrasti, di arte e di tesori nascosti, la Turchia è una terra misteriosa ed affascinante che questa mostra vuole far scoprire, utilizzando le arti visive come mezzo privilegiato di approccio al pubblico, alla luce del suo ruolo strategico nel dialogo con il Medio Oriente e del suo prossimo ingresso nell’Unione Europea.
La mostra è accompagnata da un catalogo in italiano e inglese, edito dalla Gangemi Editore.

Biografie:

Ara Güler
Nato ad Istanbul nel 1928. Nel 1950 inizia la sua carriera come giornalista per il quotidiano Yeni Istanbul mentre studia economia all’università. Quando Time-Life apre un ufficio in Turchia nel 1956, Ara Güler diventa corrispondente per il Vicino Oriente e nel 1958 avrà lo stesso ruolo per Paris-Match e Stern
In quegli anni conosce Henri Cartier Bresson della Magnum, agenzia per cui lui stesso lavorerà poco dopo a Parigi. Nel 1961 il British Journal of Photography Annual nomina Ara Güler uno dei sette migliori fotografi nel mondo. Questo è solo il primo di numerosi riconoscimenti che otterrà in tutta la sua carriera: dal “Master of Leica” nel 1962 al “First Prize” in foto-giornalismo da parte dell’Associazione dei Giornalisti Turchi nel 1979, dai due Awards nel 1995 come “Successful Comunicator” assegnati dalla Facoltà di Comunicazione dell’Università di Istanbul e come “Fotografo dell’anno” (IFSAK) fino ad arrivare alla Laurea ad honorem ricevuta nel 2004 dalla Yildiz Technical University.
Le sue fotografie sono state pubblicate in tutto il mondo, negli Usa nel libro “Young Turkey” di Marianna Norris, in Giappone nell’antologia “Photography of the World”, in Germania in “Turkei” e “Ara’dan Yetmi Yedi Yyl GeçTime-Life e Newsweek negli Usa e da Skira in Svizzera.
Güler ha inoltre fotografato le illustrazioni per il libro di Lord Kinross “Hagia Sophia”, pubblicato nel 1971 e ha prodotto la copertina per le edizioni francesi, inglesi e tedesche di “Picasso: Methamorphose et Unité”, libro edito da Skira per celebrare i 90 anni dell’artista. I suoi lavori sono stati presentati in diverse mostre: “Perspective on the World of People” in Canada, “Ten Masters of Color Photography” al Museo di Arte Moderna a New York nel 1968, alla Fotokina Fair a Colonia nello stesso anno. Ara Güler ha inoltre fotografato numerosi personaggi famosi: Bertram Russell, Winston Churchill, Arnold Toynbee, Salvador Dali. Il ritratto più famoso rimane quello di Picasso, anche per la riluttanza dell’artista nel farsi fotografare. Nel 1975 ha diretto il documentario “Kahraman?n Sonu” (The End of the Hero), sullo smantellamento della nave da guerra Yavuz. Ha dedicato molti anni a fotografare i lavori del famoso architetto Mimar Sinan i cui risultati sono stati pubblicati nel 1992 in “Sinan, Architect of Soliman the Magnificent” edito da Thames & Hudson nel Regno Unito e negli Usa e dalle Edizioni Arthaud in Francia .
Una grande parte del lavoro di Ara Güler si trova alla French National Library di Parigi, al George Eastman Museum di Rochester USA e alla Sheldon Collection della Nebraska University. Altre foto sono inoltre esposte al Das Imaginare Photo-Museum, sezione del Ludwig Museum di Colonia.

Ercan Arslan
Nato nel 1970, Ercan Arslan si laurea nel 1997 al Dipartimento di Fotografia presso la Mimar Sinan University of Art, dove tiene conferenze sul foto-giornalismo. Dal 1995 lavora come foto reporter per il Milliyet daily.

Coskun Asar
Nato in Turchia nel 1974, Coskun Asar studia Giornalismo e Cinema alla Marmara University di Istanbul e nel 1995 inizia la sua carriera come fotografo. Durante gli studi universitari si dedica a progetti sociali producendo documentari. Tra il 1997 e il 1999 lavora presso la MIHA (Marmara University Communication Faculty News Agency) come foto reporter. I suoi lavori sono stati pubblicati nel 1999 in Turkish Press Photographers Calendar assieme a quelli di altri 11 famosi fotografi turchi. Nel 2005 i photo editor del Leica World Magazine lo scelgono per una mostra collettiva con altri 20 fotografi provenienti da tutto il mondo.
Da anni collabora come fotografo freelance per quotidiani, riviste e agenzie. Le sue fotografie sono state esposte in numerose mostre collettive e in slide shows sia in Turchia che all’estero: tra queste “World Press Photo Seminars 2001-2003” ad Amsterdam e “24x36” a Colonia in occasione dei 50 anni della LEICA M e ha esposto a Sofia con la personale “Journey to the Spring” incentrata sulla vita di Roma in Europa. Ha partecipato ad un workshop con Anders Petersen nel 2001. Insieme ad altri quattro fotografi ha fondato l’agenzia “photo_araf”. Vive e lavora ad Istanbul.

Kutup Dalgakiran
Nato nel 1960, Kutup Dalgakiran ha studiato Tourism Management all’Università. È fotografo dal 1984 ed ha lavorato in quotidiani e riviste locali e nazionali. Al momento è photo-editor per Sabah.
Molti e importanti sono i progetti a cui ha preso parte: tra il 1996 e il 1999 ha fotografato undici carceri della Turchia mettendo in evidenza le pessime condizioni in cui erano costretti a vivere i bambini e gli adulti. Il suo interesse per l’immigrazione lo ha portato inoltre ad occuparsi delle comunità greca e siriano-ortodossa presenti in Turchia e di un vasto progetto sull’Islam. Al momento sta lavorando sulla comunità Rom, che segue dal 2003 e che nel 2005 è diventata oggetto di una mostra.

Erdal Yazici
Nato nel 1953 a Elazig, nel sud-est della Turchia, Erdal Yazici si laurea alla Anadolu University e inizia la sua carriera di fotografo nel 1983 pubblicando il suo primo reportage sul quotidiano Gunaydin. Negli anni seguenti arricchisce il suo portfolio con pubblicazioni su Cumhuriyet, Atlas, Gezi/National Geographic Traveler, Voyager e Skylife. Ha portato avanti numerosi progetti che sono stati poi pubblicati in diversi libri. Il primo di questi, intitolato “Bir Yaprak Dškümü …yküsü” (A Tale of Falling Leaves), si focalizza su quei mestieri che stanno scomparendo a causa della modernizzazione produttiva. Il secondo “Yarinimiz Umudumuz Çocuklar” (Children: Our Hope for the Future) si concentra sul tema dei bambini visti come segno tangibile del nostro futuro. Mentre queste primi libri sono in bianco e nero, nel terzo “Son Yüzler” (Fading Faces) si riaccendono i colori e viene ripreso il tema dei mestieri. È membro del IFSAK (Istanbul Amateur Photography & Filmmaking Association) e attualmente lavora come fotografo freelance.


Orario : martedì-domenica 9.00-19.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Ingresso : intero € 6,50 ridotto € 4,50



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