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Antico Ospedale dei Battuti
via Bellunello
San Vito al Tagliamento
Pordenone
2007 - Asia: un itinerario sulla via della seta
1° Luglio al 26 agosto 2007



Asia: un itinerario sulla via della seta



Asia: un itinerario sulla via della seta



Asia: un itinerario sulla via della seta



Asia: un itinerario sulla via della seta


Asia: un itinerario sulla via della seta


Asia: un itinerario sulla via della seta


“A oltre un secolo di distanza da quando la felice e fortunata formula Seidenstrassen, “via della seta”, venne coniata dallo studioso tedesco Ferdinand von Richtofen per sintetizzare efficacemente gli intensi traffici commerciali e gli scambi culturali intercorsi tra Oriente e Occidente da almeno il III secolo a.C. fino ai giorni nostri, questo nome è ancora oggi sinonimo di esotismo, avventura, viaggio in terre lontane: ma oltre a indicare una fitta rete di comunicazioni estesa per migliaia di chilometri su tutta l’Asia Centrale e le regioni vicine. Si può affermare che via della seta sia divenuta col tempo sinonimo stesso degli intensi e prolungati rapporti tra Oriente e Occidente, un nome-simbolo rappresentativo di una mutevole realtà storica ma non legato soltanto al passato, bensì attuale e vivo.
Si chiama “via della seta”, ma sarebbe forse meglio usare il plurale per indicare l’insieme delle rotte carovaniere che, estendendosi dall’Asia Orientale al bacino del Mediterraneo, attraversavano le vaste regioni dell’Asia Centrale mettendo in contatto popoli, nazioni, imperi, religioni e tradizioni diverse e favorendo così l’interscambio culturale nel senso piú ampio del termine.
Allo stesso modo, lo storico dell’arte Ernest Gombrich, il più importante storico dell’arte del ’900, sosteneva che la stessa storia dell’arte andava intesa come un itinerarium – dall’antichità alla contemporaneità – composto da tratti culturali ognuno dei quali caratterizzato da stili e canoni estetici diversi.
Anche la fotografia, nei suoi 167 anni di vita si è caratterizzata con una serie di tratti culturali che hanno seguito la cultura del tempo e le tecniche impiegate: dagli iniziali dagherrotipi, ai calotipi, alle carte all’ albumina di ottocentesca memoria fino alle prime immagini a colori e all’attuale realizzazione digitale delle immagini, peraltro visibili immediatamente al momento dello scatto senza dover attendere tutta la trafila dello sviluppo e della stampa (chimica) in camera oscura.
L’ invenzione della fotografia permetteva anche di far vedere al mondo i luoghi descritti dalla Bibbia e dai Vangeli, di Gerusalemme e della Galilea, come aveva intuito da subito, nel marzo del 1839 Prosper Merim´e vice presidente della Commission des Monuments Historiques in Francia, e da allora la fotografia ha seguito le rotte dei mercanti e degli eserciti delle potenze europee che avevano anche la necessità di far vedere all’opinione pubblica le immagini delle ricchezze naturali e storiche di quei paesi lontani che oramai erano diventati proprietà coloniale dell’Occidente.
Accanto alla caratterizzazione “geografica” delle vie della seta, oggi interessa maggiormente mettere in evidenza altri aspetti intendendo allora le vie della seta come itinerari storici e culturali che percorrono anche simbolicamente l’Asia, dal Mediterraneo fino alla Cina e al Giappone e che la fotografia - con la sua capacità di rappresentazione della realtà – egregiamente evidenzia dalla metà dell’800 sino ai giorni nostri.
Dei fotografi dell’800 vengono presentate le splendide immagini originali realizzate da Walter Woodbury, John Thomson, Charles Sheperd, Felice Beato, F´lix Bonfils, Raimund von Stillfred, Hikoma Ueno, Per Vilhelm Berggren, Kimbei Kusakabe, Plate & Co., Clifton & Co, Pierre Dieulefils,…, oltre a una serie di fotografie inedite di Pechino che fanno parte dell’archivio del Cardinale Celso Costantini, vescovo in Cina dagli anni ’20 del ’900.
Il ’900 è stato per larga parte il secolo del fotogiornalismo, e le fotografie realizzate in Asia dai grandi fotografi, come John Philipps, Dmitri Kessel, Henri Cartier Bresson, Robert Capa, Werner Bishof, Ren´ Burri, Erich Lessing, Paul Almasy, Raimond Depardon, Edouard Boubat, Marc Riboud, Mahmoud Kalari, Abbas, Alain Keler, Alain Mingam,… hanno segnato l’informazione internazionale, e poi gli italiani Ilo Battigelli (in Arabia tra il 1945 e il 1950), Gabriele Basilico, Fulvio Roiter, Angelo Cozzi, Romano Cagnoni (il cui ritratto di Ho Chi Minh diventò nel 1966 la copertina di Life), Vittoriano Rastelli, Danilo De Marco, Adriano Perini,… fino ai “new topographers” del nuovo secolo Stefano Graziani e Andrea Pertoldeo, assistenti di Guido Guidi allo IUAV…e ai grandi maestri contemporanei originari dell’Asia come i cinesi Jang Meng Jer, Jing Wang, Daniel Lee e il grande maestro della fotografia di Hong Kong Leong Ka Tai, o i giapponesi Ueda Shoji, Kan Azuma, Keijki Tahara, Ken Ohara, Nobuyoshi Araki, Kenro Izu,Yoshikazu Shirakawa, Takumi Fujimoto, e le nuove giovani stelle della fotografia asiatica che brillano di luce propria: l’israeliano Ziv Koren (alla cui vita è stato dedicato un film che ora è stato addirittura proiettato in Iran), Newsha Tavakolian bravissima e coraggiosa reporter iraniana, la “scoperta” Rena Effendi, fotografa dell’Azebaijan, il fotografo di moda indiano Amit Dey, l’indonesiano Darvis Triadi che da parte sua introduce nella fotografia i canoni estetici del “batik” indonesiano e Fauzan Ijazah, a Banda Aceh il giorno dello Tsunami, il saudita Khaled Khidr con fotografie assolutamente inedite della Mecca e di Medina …ed altri ancora.
In sostanza l’itinerario culturale sulle vie della seta seguirà la datazione delle fotografie e rappresenterà il percorso della fotografia e dei suoi autori, sia europei ch´ asiatici, mettendo anzi in evidenza l’ emergere progressivo di questi ultimi sulla scena culturale internazionale e, nello stesso tempo, gli eventi e le personalità che hanno caratterizzato l’Asia in questi 168 anni trascorsi dall’invenzione della fotografia.
Le preziose immagini fanno parte della Galleria Civica di Modena, della Biblioteca di San Giovanni al Natisone dell’archivio del CRAF e  di altri archivi privati.
La mostra si compone di c.a. 180 fotografie ed è rappresentativa di grandi Autori della storia della fotografia mondiale dell’800 e del ’900 dei quali nel conseguente catalogo viene presentata una selezione di 130 immagini.” Walter Liva

Orari di apertura al pubblico: da giovedì a domenica ore 10.00 -12.30, ore 16.00 – 19.30 o su prenotazione nelle altre giornate – Ingresso libero



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